LE SEDI
LE SEDI

comunità di ORIENTAMENTO
CERCA
5X1000
DAI PIU' SPAZIO ALLA SOLIDARIETA':
DONA IL TUO CINQUE PER MILLE AL CENTRO LA TENDA
carta dei servizi modulo Orientamento

CARTA DEI SERVIZI  COMUNITÀ DI ORIENTAMENTO


INDICE

Premessa
Presentazione ente
Presentazione della servizio
I criteri e le modalità di accesso
Le prestazioni ed i servizi forniti agli utenti
Le regole di comportamento degli utenti e meccanismi di tutela
Il progetto riabilitativo: finalità, obiettivi, attività, fasi, metodologia, strumenti
Il personale organigramma e formazione
Le tariffe praticate

 

Premessa
La Carta dei Servizi è il documento con il quale l’Associazione La Tenda - Centro di Solidarietà Onlus, ente ausiliario della Regione Campania,  in conformità alla normativa di riferimento (D.C.P.M. 19/05/95 e  Regolamento n. 1 del 22 giugno 2007, recante “la definizione dei requisiti e le procedure per l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati …..) fornisce  informazioni sulle finalità, l’organizzazione e la gestione del servizio. 
Si ispira ai seguenti principi informatori:
a)  imparzialità nell’erogazione delle prestazioni e uguaglianza del diritto all’accesso ai  servizi;
b) piena informazione dei cittadini utenti sui servizi offerti e le modalità di erogazione degli stessi ;
c) definizioni di standard e assunzione di impegni  rispetto alla qualità del servizio e alla determinazione di modalità di valutazione costante della qualità stessa;
d) organizzazione di modalità strutturate per la tutela dei diritti dei cittadini;
e) ascolto delle opinioni e dei giudizi, sulla qualità del servizio, espresso dagli utenti attraverso modalità e strumenti di partecipazione e coinvolgimento.

Presentazione: Associazione La Tenda – Centro di solidarietà ONLUS Salerno
La Tenda - Centro di Solidarietà è una ONLUS nata a Salerno nel 1981 con lo scopo di promuovere lo sviluppo sociale attraverso una cultura di solidarietà e di autopromozione della persona. Il Centro La Tenda è attento ai fenomeni sociali ed ha tra i suoi obiettivi la costruzione di una “comunità solidale” attraverso servizi e progetti per la crescita ed il recupero della persona e delle situazioni di svantaggio.
Destinatari dei servizi e dei progetti realizzati dall’Associazione La Tenda sono tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, detenuti ed ex-detenuti, alcolisti, minori e giovani, famiglie, persone con disagio psichico, immigrati, disoccupati ed inoccupati.
La Tenda attiva per gli utenti percorsi psicoeducativi, servizi di formazione professionale, orientamento al lavoro e di accompagnamento all’inserimento lavorativo, laboratori artistici, culturali e professionali, iniziative di animazione territoriale; inoltre, per operatori, volontari e docenti si attivano percorsi formativi; per  genitori e famiglie servizi di sostegno; per la comunità si realizzano attività ed interventi di prevenzione e di contrasto alle dipendenze.
L’Associazione, per la realizzazione delle sue attività, si avvale di: educatori, sociologi, psicologi, assistenti sociali, educatori professionali, infermieri, animatori ed operatori sociali.
Alla base della proposta del Centro di Solidarietà La Tenda c’è una filosofia della vita basata sui seguenti principi:
• ogni uomo, in quanto persona, è valore in se stesso, è un essere in relazione con gli altri e con l’ambiente ed ha in sé l’energia per realizzare il proprio progetto di vita se opportunamente aiutato;
• ogni persona, qualunque sia il suo passato, è un essere che tende naturalmente verso il proprio sviluppo e la propria realizzazione; in tale cammino può trovare sostegno e facilitazione oppure ostacoli;
• la dipendenza è considerata come una perdita dei gradi di libertà dell’individuo, effetto e causa  di  un malessere psicologico, sociale, esistenziale;
• la tossicodipendenza rappresenta il segno  dell’incapacità ad affrontare le responsabilità della vita e lo smarrimento di  una  progettualità significativa;
• educare significa accompagnare la persona, in un rapporto di profondo rispetto per la sua originalità, e consentirgli di  recuperare il suo potenziale percorso di crescita, favorendo il superamento degli ostacoli che impediscono la promozione e lo sviluppo delle proprie risorse individuali.
Il processo di recupero individuale  viene favorito in  un contesto di gruppo che consente  la rielaborazione di problematiche personali spesso maturate proprio in seguito a difficoltà relazionali. Il gruppo costituisce il mezzo privilegiato per avviare un processo terapeutico di “ridecisionalità”, e fornisce inoltre il “campo psicosociale” opportuno per sperimentare sani processi relazionali e  per dar vita ad esperienze e progetti operativi finalizzati, capaci di fornire dati di realtà, riscontri positivi, occasioni di crescita e confronto.

Presentazione del servizio
La Comunità di Orientamento è un servizio diversificato che accoglie in ambiente protetto persone che vivono uno stato di disagio psico-fisico, tossicodipendenti, alcolisti, farmacodipendenti, detenuti  tossicodipendenti agli arresti o in detenzione domiciliare, tossicodipendenti con patologie psichiatriche. Il servizio in regime di semiresidenzialità è svolto nella struttura autorizzata di Via C. Capone, 59 Fratte – Salerno. Il servizio in regime residenziale funziona nella struttura sita in Via L. Ariosto di Saragnano di Baronissi che ha una recettività complessiva attualmente di 10 persone.
La Comunità è funzionante 24 ore su 24 ore per l’intero anno solare, garantisce quanto segue:
• orientare gli utenti ad intraprendere percorsi finalizzati all'affrancamento dalle sostanze, al compenso delle condizioni psicofisiche e al miglioramento della qualità della vita;
• attuazione di un programma terapeutico  predefinito e personalizzato di durata non superiore ai tre mesi, concordato con l’utente ed in accordo con il Ser.T di riferimento;
• valutazione psico-sociale e diagnostica multidisciplinare;
• supporto psicologico, individuali e/o di gruppo, in maniera continuativa;
• monitoraggio delle condizioni psicofisiche dell’utente ed eventuali modifiche ed interventi di miglioramento del programma terapeutico, ove necessario;
• gestione delle situazioni mediche generali adeguata alla tipologia e gravità delle problematiche dei singoli pazienti;
• dare l'opportunità agli utenti di vivere in un contesto motivante che agevoli l'astinenza dal consumo di sostanze e le relazioni interpersonali;
• sostenere e rinforzare le motivazioni al cambiamento modulando in itinere le aspettative dell’utente e dei familiari;
• coinvolgere e sostenere le famiglie nel percorso riabilitativo potenziando le valenze relazionali positive;
• sviluppare e potenziare l'informazione e la conoscenza dei rischi connessi all'uso delle sostanze;
• fornire maggiori strumenti di auto-difesa della salute;
• somministrazione pasti.


I criteri e le modalità di accesso
Il primo contatto con la Comunità di Orientamento avviene nella struttura di Via C. Capone, 59 Fratte – Salerno; chiamando allo 089 481820 è possibile fissare un primo colloquio oppure, per quel che riguarda i detenuti tossicodipendenti, è possibile avviare e mantenere un rapporto epistolare. Il contatto dell’utente e della sua famiglia con gli operatori del Centro è mirato: all’ascolto delle  richieste e delle  motivazioni per cui si presenta; ad una prima conoscenza, attraverso la raccolta dei dati della sua storia personale e familiare; alla presentazione e descrizione generale del progetto terapeutico.
L’ammissione in programma non è coercitiva e la volontarietà da parte dell’utente è dimostrata dall’assenso dello stesso, dall’accettazione delle norme fondamentali. L’ammissione ad iniziare il programma è legata ad una verifica delle motivazioni attraverso colloqui preliminari con i quali si stabilisce l’ingresso. L’ammissione non è vincolata da limiti di età o da limiti geografici, né da condizionamenti di natura  religiosa, politica e socioculturale. Il carico economico della presenza al Centro è prevalentemente dell’ASL di appartenenza dell’utente, con il Ser.T. di riferimento si concorda il percorso riabilitativo.
Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, alla persona affetta da malattie contagiose che chiede l’ammissione è consigliato di superare questa fase in un centro sanitario o a sottoporsi ad un trattamento adeguato (TBC, LUE, …..) prima di un suo ingresso in Comunità. La persona sieropositiva all’HIV o affetta da altro tipo di patologia contagiosa (Epatite B, …) viene ammessa nel Centro che mette a disposizione un’assistenza sanitaria che si esplica secondo il protocollo nazionale in periodici controlli sierologici e visite mediche regolari e profilassi adeguata.
Per quanto riguarda gli aspetti legali, l’ ammissione di persona con problemi giudiziari è frutto della convenzione con il Ministero della Giustizia in forza della quale sono riservati posti per l’ospitalità diurna e notturna prestata dal Centro ai detenuti imputati ai sensi del D.P.R. 309/90. La disponibilità ad accogliere utenti agli arresti domiciliari c/o la propria abitazione non è vincolata da limite numerico ma è subordinata alla possibilità di frequentare il nostro Centro nei giorni stabiliti con autorizzazione dell’organo giudiziario competente.
Non sussistono ostacoli di alcun tipo all’ammissione in programma di utenti in affidamento in prova ai servizi sociali.
Documentazione per l’ammissione:
Per l’ammissione è richiesta la seguente documentazione:
1. consenso al trattamento dei dati
2. documento di identità, codice fiscale, libretto sanitario, certificato di residenza
3. analisi cliniche
4. documentazione giudiziaria:
5. certificato carichi pendenti – Procura
6. certificato casellario giudiziale.
7. titolo di studio
8. posizione lavorativa
9. impegnativa di pagamento rilasciata dalla ASL di appartenenza secondo le modalità previste dal D.M.S. del 19 febbraio 1993.
Al momento dell’ammissione, l’utente sottoscrive il proprio assenso sugli obiettivi del progetto riabilitativo, sui metodi adottati, sulle regole di cui si chiede il rispetto e sulle modalità di dimissione. Nel caso in cui il soggetto sia minorenne il suo assenso è convalidato da chi esercita la potestà parentale.
DIMISSIONI
Le dimissione dal Centro possono essere causate dai seguenti motivi:
a) Conclusione dell’iter terapeutico riabilitativo.
La conclusione dell’iter terapeutico riabilitativo viene decisa dagli operatori e concordata opportunamente con l’utente;  sancisce il conseguimento degli obiettivi programmatici e consente la piena autonomia di scelta e di adesione al percorso riabilitativo con il passaggio ad un’altra struttura del Centro.
b) Allontamento dalla struttura.
L’allontanamento dalla struttura può essere determinato da:
• inosservanza delle regole;
• insorgenza di incompatibilità con le metodologie e gli strumenti terapeutici.
Se l’incompatibilità è di natura medico-psichica l’utente viene indirizzato ad un centro medico specializzato; se invece riguarda l’ambito terapeutico, può essere indirizzato, d’accordo con la famiglia e con il SERT di appartenenza, presso un centro terapeutico che risponda alle esigenze evidenziate.
c) Interruzione del rapporto
L’interruzione del rapporto si verifica quanto l’utente decide unilateralmente di non continuare il programma. L’interruzione del rapporto da parte dell’utente non esclude una ripresa successiva che trova nel Centro una piena disponibilità legata però ad una verifica puntuale delle nuove motivazioni.
Contenimento lista di attesa
L’ingresso nella Comunità, successivamente ai primi colloqui motivazionali, è immediato. E’possibile per l’utente avviare in regime semiresidenziale il rapporto con la Comunità di Orientamento, ciò favorisce la dinamicità dei tempi di attesa: l’utente che chiede di aderire al programma avvia dapprima una serie di colloqui, contemporaneamente la famiglia o gli operatori dove questa non è disponibile procedono alla definizione e ricognizione della documentazione necessaria all’inserimento in struttura. In questo periodo che è al massimo di due mesi, l’utente mantiene un rapporto con il Centro attraverso i primi colloqui conoscitivi, frequenta in modo saltuario o con assiduità la Comunità in semiresidenzialità.

Le prestazioni  ed i servizi forniti agli utenti
L’utente usufruisce di una prestazione di carattere terapeutico e di servizi di supporto di carattere legale e socio-sanitario, finalizzati alla promozione della sua autonomia. Più precisamente:
a) Prestazioni terapeutiche, educative e riabilitative:
Gli operatori del Centro, attraverso le metodologie e gli strumenti previsti dal programma riabilitativo,  aiutano l’utente a raggiungere la sua autonomia.
b) Servizio di supporto legale:
Provvede alla individuazione dei problemi legali dell’utente, che viene seguito sia per quanto attiene eventuali pendenze penali sia quelle di carattere civile, o amministrativo. Per ogni utente viene creata una cartella legale in cui è raccolto tutto il suo curriculum. Uno scadenzario consente di ricordare agli utenti le scadenze processuali (udienze, testimonianze, etc.). Il Centro segue, altresì, gli utenti nelle richieste necessarie per l’ottenimento dei benefici di legge (arresti domiciliari, affidamento in prova ai Servizi Sociali) e per il coordinamento di tali misure restrittive o cautelari con le esigenze terapeutiche del programma.
c) Servizio di supporto sanitario:
d) Controllo medico effettuato periodicamente da medici del Centro che, si avvalgono della consulenza di professionisti collaboratori esterni.
e) Analisi di laboratorio
f) Nel caso di insorgenze di patologie durante la permanenza residenziale il Centro assicura l’assistenza sanitaria. Per quelle patologie che richiedono la consulenza e l’assistenza c/o Centri specializzati, il Centro d’accordo con la famiglia dell’utente, si preoccupa di indirizzare in altre sedi opportune quegli utenti che ne necessitino.
d) Servizio di supporto di carattere socio-lavorativo:
Il Centro fornisce all’utente la consulenza necessaria per espletare le pratiche relative alla conservazione di un eventuale posto di lavoro.
1)  Servizi per le attività:
Il Centro mette a disposizione beni mobili ed immobili per lo svolgimento delle attività di programma o ad esso connesse per un numero di utenti relativi alla capienza autorizzata dalle vigenti norme igienico sanitarie. L’organizzazione delle strutture e delle attività, nel severo rispetto di norme di igiene, prevede quanto segue:
g) cucina e mensa:
I pasti sono preparati direttamente dagli utenti coordinati dall’educatore e concordati opportunamente con il medico del Centro, al fine di una dieta equilibrata.
- magazzino:
Si occupa dello stoccaggio e della distribuzione di viveri, prodotti per l’igiene, utensili, attrezzi e materiale di consumo necessari alla struttura di riferimento. Supervisiona la funzionalità e l’efficienza del magazzino un operatore responsabile del settore economato.
h) lavanderia:
Si occupa  della pulizia e dell’igiene della biancheria di Comunità e degli indumenti personali. In casi particolari di patologie contagiose i servizi su indicati vengono offerti con maggiore attenzione all’igiene e profilassi attraverso delle misure precauzionali che riguardano gli specifici servizi. I beni immobili adibiti a sedi operative sono in possesso dei requisiti previsti dalle norme legislative e regolamentari nazionali, regionali e comunali vigenti in materia edilizia, igienico-sanitari, di prevenzione incendi ed in genere di sicurezza relativamente alla destinazione d’uso.
2) Servizi per le attività educative e riabilitative
Queste attività, organizzate con modalità diversificate per ogni fase, sono concepite come strumento integrante del processo educativo. Esse hanno lo scopo di rafforzare la scelta di vita comunitaria e suggerisce orientamenti per un inserimento post-comunitario.
a) Attività ricreative che prevedono l’organizzazione di escursioni, proiezioni video e tv, feste, animazione. La loro realizzazione è subordinata alle esigenze di un corretto iter terapeutico e comunitario.
b) Attività culturali che prevedono, tra l’altro, il recupero scolastico.
c) Attività lavorative. Il lavoro non ha finalità preminentemente produttive ed è perciò finalizzato al funzionamento della struttura. Esso è articolato in vari settori: pulizia, lavanderia, cucina, manutenzione, orticultura, giardinaggio.


Le regole di comportamento degli utenti e meccanismi di tutela
L’utente aderendo al progetto riabilitativo ne accetta le norme fondamentali che esprimono il rifiuto di atteggiamenti negativi del passato: non uso di droghe, legali o illegali, non alcool, non violenza. Si evitano anche rapporti sessuali tra residenti, allo scopo di concentrare l’impegno della persona sui problemi che l’hanno indotta alla tossicodipendenza. Ogni ospite avrà cura dei propri spazi e di quelli comuni, degli arredi e delle suppellettili della casa.  Dovrà osservare le elementari norme di igiene e cura della propria persona nonché del proprio abbigliamento. Oltre alla propria salute, gli ospiti sono tenuti a rispettare quella altrui, pertanto tutte le norme di prevenzione consigliate devono essere seguite, al fine di evitare il diffondersi di malattie. Vanno rispettate, inoltre, una serie di regole richieste dalla gestione della vita comunitaria: orari, momenti della vita di gruppo, rispetto dell’ambiente. Mentre è tenuto al rispetto delle norme sociali, l’utente è conseguentemente stimolato a individuare e a darsi lui stesso delle norme interiori di comportamento.
L’organizzazione dei servizi e della struttura è gestito dagli stessi utenti al fine di una progressiva assunzione di responsabilità, attraverso una partecipazione diretta e pratica del funzionamento della collettività. La fruizione delle prestazioni, dei servizi e dei beni mobili ed immobili messi a disposizioni dal Centro, è subordinata al rispetto – oltre che delle norme fondamentali già indicate – e delle regole comportamentali, legate all’iter terapeutico ed alla vita comunitari, anche alle seguenti norme regolanti la fruizione dei servizi che vengono così riassunte.
1. L’utilizzazione dei beni mobili ed immobili avviene nella consapevolezza e nel rispetto di un uso comune ed il danneggiamento ne comporta l’assunzione personale di riparazione dei danni procurati.
2. La fruizione delle prestazioni legali o sanitarie comporta una assunzione personale di spesa qualora intervengano specifiche e personali prestazioni da parte di specialisti esterni (visite mediche specialistiche, farmaci per particolari patologie, cure odontoiatriche, assistenza legale in occasione di procedimenti giudiziari, ecc.).
3. L’igiene personale non è disgiunta dalla cura e dalla pulizia delle strutture. Particolare attenzione è richiesta a quegli utenti che presentano patologie contagiose. In questi casi ciascuno si preoccupa personalmente della disinfezione e dell’uso separato di stoviglie, indumenti personali e servizi igienici.
Entrato al Centro, l’utente sa che può interrompere l’itinerario in qualunque momento; è infatti esclusa qualsiasi forma di costrizione.
L’utente partecipa alla vita della Comunità attraverso i continui momenti ed occasioni di colloquio con gli operatori, i momenti di gruppo, le attività di verifica, l’attiva  partecipazione e coinvolgimento nella definizione del proprio percorso diventano meccanismi di tutela degli utenti.

Il progetto riabilitativo: finalità, obiettivi, attività, fasi, metodologia, strumenti
La Comunità di Orientamento predispone condizioni, occasioni, "azioni" e attività facilitanti l'incremento di processi di autorientamento che i diretti interessati sono chiamati a mettere in atto. Promuove, quindi, la crescita personale tenendo conto dei bisogni di ognuno in relazione all'ambiente in cui vive affinché la persona stessa pervenga con maggiore chiarezza alla individuazione del modulo psico-terapeutico  in cui eventualmente proseguire il suo processo di recupero.
È centrata, inoltre, sul coordinamento delle risorse psico-educative e socio-lavorative e sull'orientamento attivo-costruttivo che prevede l'autopromozione della persona, sollecitata ad identificare e a costruire il suo progetto  in una prospettiva cooperativistica e di rete.
La Comunità di Orientamento è il modulo dove avviene il  primo incontro con le persone  che si rivolgono al Centro in cerca di aiuto,  spontaneamente o per scontare pene alternative alla detenzione in carcere, su invio del Servizio Sociale o di altre strutture pubbliche e/o private.
Offre spunti per ritrovare e focalizzare una valida motivazione personale che inizia attraverso il recupero di ritmi di vita normali, sia nella struttura del Centro sia, ove presente e disponibile, nella propria famiglia; essa si sviluppa e si chiarifica inoltre con l’assunzione di norme precise, attraverso la stimolazione di bisogni e desideri, la condivisione di problemi, la condivisione di attività di laboratori e impegni proporzionati alle sue capacità, l’identificazione con l’altro, la sperimentazione di un nuovo modo di stare insieme e la proposta di valori condivisi.
Durante la  permanenza nel modulo Orientamento, l’utente è inserito nei gruppi di auto-aiuto e nelle attività di gestione quotidiana della struttura (esempio: cura e pulizia degli spazi). Attenzione è posta alla promozione e tutela della salute, al fine di poter contribuire ad un recupero del benessere psico – fisico.
L’obiettivo principale  è fare in modo che la persona, qualunque sia il suo passato e il suo presente, cominci ad orientarsi in questo nuovo percorso.
Gli si chiede il rispetto delle norme fondamentali del Centro e quelle di una normale convivenza (orari, ambiente, ecc.).
Non gli viene richiesto alcun impegno particolare: sono le stesse situazioni quotidiane e il contatto con i ragazzi del gruppo che gli creano interrogativi e stimoli, insieme alla possibilità di assumersi impegni e compiti in maniera responsabile verso se stessi e gli altri.
Durante l’Orientamento l’utente esprime la sua disponibilità ad impegnarsi e a sperimentare  una prima possibilità di cambiamento.
In base alle caratteristiche personali emerse dai colloqui, dagli incontri di gruppo, dai dati anamnestici, dagli elementi psicodiagnostici, dalle specifiche competenze e da una prima progettualità  viene concordato il  passaggio dell’utente ad uno dei moduli comunitari del Centro.
La posizione dell’operatore è essenzialmente di ascolto, di facilitatore della comunicazione, di evidenziatore di difficoltà e risorse. La famiglia, se disponibile, segue il percorso riabilitativo con colloqui, seminari e gruppi di auto-aiuto.
Nella Comunità di Orientamento si realizzano le seguenti attività:
• Attività mirate alla socializzazione e all'integrazione nel gruppo;
• Attività di psicodiagnosi e utilizzo di tests;
• Azioni finalizzate alla crescita dei livelli di autonomia e responsabilità;
• Interventi mirati a facilitare la comunicazione e aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie difficoltà e risorse a disposizione;
• Attività di laboratori espressivi;
• Colloqui individuali;
• Seminari;
• Animazione;
• Incontri plenari.
Gli strumenti adottati sono i seguenti:
Colloqui motivazionali
I colloqui motivazionali nel contesto comunitario durante lo svolgimento del progetto terapeutico individuale favoriscono nell’utente una presa di consapevolezza delle motivazioni nel “qui ed ora”, favorendone un rafforzamento dove possibile.
Gruppi terapeutici
Il gruppo funge da contenitore emotivo e da elaboratore cognitivo dei vissuti che caratterizzano le dinamiche relazionali tra le persone, durante la vita quotidiana in comunità (laboratori, esperienze psicosociali e momenti comuni). Inoltre il gruppo permette una maggiore consapevolezza delle relazioni che caratterizzano la persona rispetto alle figure  significative della sua vita: per esempio la famiglia di origine, genitori, figli ecc.
Incontri plenari
Sono gruppi di incontro allargati a cui partecipano tutti gli utenti e tutto il personale.
L’incontro plenario viene condotto dagli operatori ed è finalizzato alla diffusione e condivisione di linee generali, organizzazione di eventi, e/o altre situazioni di interesse generale. Tali incontri plenari possono servire  a porre fine o comunque a frenare situazioni in cui si trasgrediscono regole di vita comunitaria o situazioni che mettono in pericolo una o più persone.
Verifiche
• Verifiche giornaliere  degli operatori con tutti gli utenti della fase, nelle quali si passa in rassegna la giornata trascorsa mettendo in evidenza situazioni, atteggiamenti e comportamenti significativi, sia negativi che positivi.
• Verifiche periodiche  tra il gruppo dei pari e gli operatori, nelle quali ogni utente prende in esame il punto di crescita in cui si trova, analizza il percorso già fatto e si impegna a raggiungere il traguardo successivo.
• Verifiche tra operatori e responsabile della fase: vari momenti durante la settimana in cui si analizza l’andamento della fase, si confronta la compilazione della cartella terapeutica, si discutono interventi passati e futuri, si concorda la programmazione della fase a breve, medio e lungo termine.
• Verifiche tra i responsabili di fase e il coordinatore terapeutico. Avviene una volta alla settimana e serve ad esaminare e confrontare le varie situazioni e prendere le decisioni che riguardano l’intero arco del progetto riabilitativo.
Seminari
I seminari sono finalizzati sia alla formazione professionale, sia alla promozione della salute (Es. prevenzione, igiene) .
I seminari possono essere organizzati sia dagli operatori, sia proposti dagli utenti in base alle esigenze delle sedi operative.

Attività con le famiglie
La dipendenza è spesso sintomo di disagio e di una problematica che riguarda l’intero nucleo familiare e non solo il tossicodipendente. Per questo la famiglia viene coinvolta in un cammino parallelo a quello dell’utente lungo tutte le fasi del progetto di recupero. Questa attività si articola in:
• colloqui finalizzati alla conoscenza e al sostegno dei familiari;
• incontri con il nucleo familiare per la conoscenza e l’eventuale sostegno;
• gruppi di auto-aiuto riservati a genitori, fratelli, sorelle, partners, parenti che ricoprono ruoli significativi;
• gruppi di confronto dei singoli nuclei familiari con il familiare che segue il percorso psicoterapeutico (gruppi misti);
• gruppi di verifica del percorso fatto con la famiglia;
                                  


Il personale: organigramma e formazione
Nella Comunità di Orientamento opera personale, secondo i parametri stabiliti ed in possesso dei requisiti previsti dalla vigente Legge Regionale nonché personale specializzato che garantisce il supporto legale e sanitario.
Nello specifico i profili professionali coinvolti sono:
• operatori di comunità
• psicologi
• psicoterapeuti
• medici
• infermieri
• assistenti sociali
• sociologi
• educatori professionali
• laureati in altre discipline (giurisprudenza, economia e commercio, informatica, lingue)
Il personale coinvolto nell’erogazione dei servizi oltre ad essere dotato di qualifiche riconosciute (diploma, laurea, specializzazione post laurea, etc.) è inserito in un processo formativo (corsi di formazione e stage organizzati dal Centro), attraverso il quale  si arricchisce di competenze specifiche e  competenze trasversali,  proprie di “professionalità di processo”, capaci di raccordarsi ai nuovi assetti delle politiche sociali.
La formazione degli educatori è permanente, per tale fondamento parallelamente alla formazione di base individuale sono programmati incontri di formazione d’equipe centrati sull’acquisizione di abilità tecnico-operative, sulla rielaborazione dell’esperienza personale e l’approfondimento delle dinamiche relazionali del gruppo. La Comunità, inoltre, favorisce la partecipazione volontaria degli operatori a tutte le occasioni formative esterne (convegni, seminari, corsi di formazione) ritenute utili per l’arricchimento della professionalità.