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07/10/2016 - 21:29:44
caosinforma 101

In questo numero di caosinforma (il 101) dedicato alla famiglia vogliamo sottolineare  come il   binomio famiglia/servizio trovi una ineludibile occasione di verifica quando in gioco c'è l'assistenza  ai soggetti più deboli, siano essi portatori di handicap, minori adottati, ma anche persone anziane non autosufficienti. In questi casi la questione diventa drammaticamente seria.  E  chiama in causa, necessariamente, tutte le  istituzioni e le agenzie  che si occupano di servizi alla persona. Infatti chi deve assicurare l'assistenza alle persone più deboli, gravemente disabili,  quando è evidente che  l'impegno è insostenibile a carico di un solo soggetto? A chi compete il servizio ai "soggetti deboli"? E chi se ne prende cura se i genitori vengono meno,  o non ce la fanno? Ma anche: la questione si pone solo "dopo" la scomparsa delle figure familiari? O già durante la vita, giacché il bisogno di supporto è presente sempre?  

Intanto, recentemente è stata approvata in via definitiva la legge nata dal disegno "Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita grave prive del sostegno famigliare".
Di questa legge riportiamo in questo numero un'ampia sintesi e una prima riflessione.
In essa si prefigura una nuova corresponsabilità tra famiglia in difficoltà e stato assistenziale. È una legge che, ovviamente, non risolve il problema ma che introduce la necessità di un farsi carico comune della disabilità, sia per quanto riguarda il "dopo di noi" ma anche il "durante noi", vale dire il presente delle persone disabili. Una legge che può rappresentare una svolta significativa e non solo a livello di regole dello Stato di diritto o di welfare. Ma a livello culturale e sociale.
Anche così, infatti, si evidenzia il valore di "genoma" della famiglia, vale a dire del suo essere elemento costitutivo, fondante di una società costruita su relazioni solidali.
Anche il Centro La Tenda si è posto il problema "del dopo di noi". Ma lo ha fatto pensando, in particolare a quei ragazzi che non rientrano nelle "categorie" dei soggetti con gravi disabilità, già attenzionate dalle istituzioni pubbliche. Ma che invece, sono dotati di discrete conoscenze, abilità, risorse personali ma non tanto da "potercela fare da soli". Quei ragazzi, cioè, che si trovano al confine tra l'autosufficienza e la dipendenza, ragazzi con capacità ridotte ma non come nei casi di disabilità grave (già previsti dalla normativa più o meno recente), eppure non così "normali" da poter vivere in piena autonomia la loro vita.
Peraltro rivendicare il rispetto e l'impegno da parte della società nell'abbattere la discriminazione implica un profondo rispetto e senso di responsabilità verso gli altri. Rispetto e responsabilità che ci qualificano come persone uguali, né inferiori, né superiori, ma alla pari. Di questo le persone con disabilità sono consapevoli.
È bene, quindi, non perdere mai di vista il principio fondamentale: la diversità è un elemento fondante di una società civile e non un corpo estraneo da arginare in categorie. caosinforma 101 vuole contribuire ad approfondirela riflessione su questi tema anche al fine di sviluppare una sensibilità che tocca tutte le famigliee… ciascuno di noi.
Mario Scannapieco