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25/10/2016 - 00:00:41
caosinforma102

Questa volta la rubrica conversando conversando  del numero 102 di caosinforma è dedicata alla recensione di un libro che introduce perfettamente il tema di questo mese: COMUNICAZIONE è …. SPIRITUALITÀ. Il libro è un volumetto di poche pagine: IL CAMMINO DELL'UOMO di Martin Buber. Che si legge in poche ore ma che è capace di donare quel lampo di consapevolezza in più, necessario a riprendere il cammino della vita; è un saggio che parla in un contesto particolare, ma si rivolge a tutti gli uomini...


La prima domanda -"Dove sei nel tuo mondo?" (Gen. 3.9) - che l'autore propone, è un invito alla costruzione di uno sguardo rivolto al futuro.
Non è una semplice esortazione a compiere un esame di coscienza, né, ovviamente una pura interrogazione da prendere alla lettera.
Difatti, rispondere al richiamo della voce che interroga il viandante è l' atto che permette l'avvio del cammino, la costruzione di qualcosa che abbia una direzione: sapere dove si è arrivati e come, per continuare, magari con qualche deviazione all'itinerario.
In realtà il viaggio, ma soprattutto le deviazioni lungo il cammino sono importanti, ci dice indirettamente Buber, danno concretezza a quella unicità che è la vera nostra forza; spesso cerchiamo di sopprimerla, per paura di mostrarci diversi, anomali, ed è invece proprio nelle deviazioni che si annida, in potenza, quello che possiamo dare a questo mondo, la nostra impronta. Solo ricucendo continuamente gli strappi che nel tessuto di un'anima si possono verificare, si può dar vita ad un percorso unificato.
La nostra anima deve essere unificata, ci ricorda Buber, coinvolgendo anche il nostro corpo nel progetto; cosa non semplice, soprattutto nella società "liquida" del nostro tempo. Nel nostro mondo, in cui viviamo quotidianamente frammentati e decostruiti, tenere lo sguardo sull'obiettivo non sempre ci riesce. Anche questa è l'altra faccia del "conosci te stesso", senza la quale nessun vero può essere cominciato.
Non meno importante, tuttavia, è la domanda finale,insopprimibile: "A che scopo?", a che scopo, cioè, abbracciare il mio cammino personale, a che scopo portare a unità il mio essere?
Ed ecco la risposta: "Non per me". Infatti sebbene è necessario cominciare da se stessi, ma non si può finire con se stessi; prendersi come  di partenza, ma non come meta. Volgersi verso gli altri, quindi; non occuparsi più di sé. Dopo aver "ripulito il nostro luogo" e tracciato il cammino, il passo successivo e ineludibile, senza il quale non siamo compiuti, ci dice Buber, è l'incontro con l'altro, con il "tu". Definire le indicazioni di Mrtin Buber una lezione da custodire gelosamente dentro di noi sarebbe sbagliato, dovremmo metterla in pratica, liberarla dall'Io e gettarla nel mondo.
Pertanto solo accogliendo elementi di discontinuità si favorisce il naturale bisogno di cambiamento e lo si rende fecondo di ulteriori sviluppi. Altrimenti, il cammino risulta solo apparente, e destinato, inesorabilmente,all'esaurimento, all'inerzia. È necessario invece procedere in modo non lineare per favorire significativi cambiamenti che coinvolgono strutture fisiche e mentali, ma soprattutto persone chiamate costantemente a ridefinirsi.
Lungo questo percorso, un aggiornamento della proposta "Sorella Luna" rappresenta un ulteriore passo per l'individuazione della meta verso cui tendere.
Per questo, in concomitanza con il numero dedicato al rapporto tra comunicazione e spiritualità, abbiamo deciso di connetterci con questo modello comunitario, dinamico e aperto, al servizio di un'utenza varia e diversificata. E documentare così una proposta fuori dagli schemi di una classica comunità terapeutica ma dentro una prospettiva di ricerca, ascolto e promozione della persona. Di fatto "Sorella Luna" pone la stessa persona, qualunque sia il disagio di cui è portatrice, al Centro della vita comunitaria.
L'esperienza residenziale, i gruppi di auto-aiuto, l'orientamento al lavoro, la formazione professionale nei laboratori di falegnameria, agro-zootecnia, giardinaggio, le attività di animazione culturale e sportiva, gli imprescindibili momenti di approfondimento spirituale vanno dunque raccontati e approfonditi ascoltando la testimonianza di chi ne è direttamente coinvolto.