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23/11/2012 - 22:38:20
caosinforma 58

E' dedicato al nuovo modello formativo adottato dalle Comunità del Centro La Tenda  il 58esimo numero di caosinforma. La prospettiva lungo la quale si  profila il nuovo paradigma di Comunità Terapeutica pone al centro il modello familiare. Un modello familiare integrato dalle  risorse lavorativo-formative del territorio. La rivista - pubblicata anche onliine - sviluppa l'argomento attraverso le sue rubriche, interviste ad interlocutori attendibili, riflessioni e provocazioni ma  anche attraverso le parole di Don Nicola Bari, Presidente del Centro la Tenda.

Tra i segnali  di disagio  del  mondo giovanile non vi è solo la mancanza di opportunità lavorative per i  giovani né la loro  presunta “ schizzinosità ” . Tantomeno vi è il loro supposto essere   “ bamboccioni ” , come qualcuno banalmente provò ad etichettarli qualche tempo fa.

Nell ’ affrontare il tema del disagio giovanile non  si può non riconoscere, invece,  la carenza  di una proposta  per favorire il protagonismo dei giovani. 

Si parla infatti spesso di prevenzione  così come  di lavoro, scuola, formazione ma poco di  giovani protagonisti della loro vita e di quella sociale.

Il sospetto è che la domanda dei giovani venga  ignorata,  e comunque sottovalutata  per il sostanziale egoismo  degli adulti, preoccupati, più che altro di assicurare continuità ai loro privilegi piuttosto che garantire un futuro alla nuove generazioni.

In verità il nostro Centro   ha investito sui giovani da sempre, anche in tempi non sospetti, impegnandosi sempre al loro fianco, sia quando manifestavano in modo evidente i segni del disagio sia quando lo esprimevano in forma mimetizzata.

La nostra convinzione è in ogni caso che i giovani debbono essere non tanto beneficiari quanto promotori di risposte e di proposte. E che il loro malessere di fondo  sia legato alla mancanza di orizzonti di senso, alla fragilità di punti di riferimento, alla evanescenza di un contesto sociale in grado di sostenere i loro progetti.

D ’ altra parte, anche relativamente al fronteggiamento del  disagio manifesto, il mito  di alcune soluzioni per  tutte le stagioni è finito.

Lo dimostra l ’ evoluzione della CT che  oggi rappresenta  solo  una delle risposte alla tossicodipendenza.

Ma soprattutto  è finita  l ’ era delle soluzioni che fanno leva su un Operatore, “ onnipotente factotum ” , erede  della  suggestione carismatica del leader. Un modello di comportamento che l ’ Operatore rischia solo di  scimmiottare.

Sempre più evidente emerge, invece, la necessità di una CT capace di aprirsi ad altre risorse, ad altri soggetti, ad altre agenzie formative. Capace di fare rete per lavorare insieme  e offrire sostegno ma anche opportunità di autonomia  a chi è nel disagio.

In concreto, l ’ ipotesi  di cui stiamo parlando, scaturita dal processo di cambiamento avviato dal (e nel) nostro Centro, è quella di un sistema educativo integrato, capace di coniugare i progetti educativi costruiti per (e con) ognuno dei nostri ragazzi con la più ampia realtà sociale in cui gli stessi giovani sono immersi.

La prospettiva  è quella realizzare una rete fatta di luoghi di aggregazione, di servizi, di produzione socio-lavorativa e culturale da costruire con i giovani   e da mettere a disposizione di tutti. 

Tale ipotesi progettuale deve poter poggiare su un ’ organizzazione nella quale le attività formative non sono recintate all ’ interno  CT e rivolte ai soli  suoi ospiti. ma devono essere  agite in una pluralità di sedi: il mondo del lavoro, dei mass-media, degli istituti e delle agenzie culturali di territorio.

Essa, però, risulta realmente feconda  nella misura  in cui la comunità  è  disposta ad  aprirsi e ad interagire con le nuove risorse socio-educative e lavorative del territorio, ma anche ad un ’ azione di formazione e autorientamento permanente.

Il presupposto imprescindibile rimane la capacità della Comunità di “ fare famiglia ” . Una famiglia aperta, disposta a confrontarsi con la società e ad accompagnare responsabilmente i “ figli ” . Ma altrettanto responsabilmente interessata ad interagire con le altre  agenzie educative per condividere con loro prospettive di sviluppo personale e sociale.