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15/04/2016 - 23:39:51
caosinforma 96

Il numero 96 di caosinforma, è dedicato al ruolo della donna nella nostra società, laddove entrambe (la donna e la società), sembrano alle prese con una sostanziale crisi di identità. 

Ma, nello stesso numero, segnaliamo, in particolare,  la trascrizione delle riflessioni che Don Nicola Bari (Presidente del Centro la Tenda) ha proposto agli amici del Centro nel corso del rito della Lavanda dei piedi,  presso la Comunità di Brignano, il 24 marzo scorso.


UOMINI E DONNE

Non ci si lasci ingannare dal titolo di quest'articolo. Non intendiamo, infatti, fare il verso alla famosa omonima trasmissione in onda sulle reti Mediaset, condotta dalla altrettanto famosa  Maria De Filippi.

E dove, gli uomini e le donne sono restituite/i  ai rispettivi stereotipi, travestiti da una finta emancipazione, ma in realtà utilizzati   per ampliare la platea di telespettatori  predisposta  alla spettacolarizzazione  più che alla riflessione critica. Intendiamo invece riportare l'attenzione sulla necessità  di superare  la dicotomia conflittuale uomo/donna. La coppia, la cristallizzazione e il paradigma del più ampio rapporto tra i due generi è infatti, per sua natura,  un'entità viva, che, al di là della esaltazione, della rivendicazione dei diritti del genere di appartenenza, o, peggio, della presunta supremazia di un genere sull'altro, deve essere riconsiderata una entità,  con una sua potenziale inscindibilità, composta   da due esseri autonomi e pensanti, ciascuno dei due, con un background di conoscenze ed esperienze. Alla personalità più o meno spiccata, di uno dei due, l'altro deve saper contrapporre una pari capacità di ammortizzarne gli impeti, onde evitare che un rapporto di unione diventi un rapporto di scontro. Il tradizionale ruolo "dominante" dell'uomo ormai è in crisi, non tanto nell'intimità del rapporto, quanto piuttosto nella sua rappresentazione mediatico sociale. Ma è una crisi, quella del maschio, parallela, o addirittura conseguente a quella del ruolo femminile.  In parole povere il maschio vive in una realtà composta da donne sempre più assertive ed influenti. Normale che i soggetti meno "virili", tendano alla malleabilità per venire incontro alle esigenze di equilibrio e compatibilità di cui sopra. Ma, in realtà, quella che in generazioni passate era la virilità dell'uomo spesso era un semplice stereotipo più che una virtù reale della singola persona, una virilità imposta, di facciata, un modello tramandato da padre a figlio come un dogma. A cui corri spondeva un modello femminile remissivo e sottomesso, altrettanto imposto ma perfettamente compatibile. Oggi tali schemi  sono stati spazzati via, ed  è inevitabile che emergano i reali attributi delle persone, le loro debolezze e le loro isterie. Lo stesso uomo che oggi appare un timido, trent'anni fa sarebbe stato un vero dominatore, perchè così doveva e altrimenti non poteva essere.  Gli uomini (e le donne) di una volta non esistono più perchè non esiste più la società che li/le voleva così, perchè non sono mai esistiti/e e per secoli li/e abbiamo rappresentati così. Ha poco senso che gli uomini/le donne si lamentino del contrario, si tratta di una normale ed inevitabile evoluzione causata dalla loro legittima esigenza di emancipazione. Che tutto ciò sia un bene o un male, non è facile deciderlo. Ma tant'è, le cose stanno così. E questa trasformazione sebbene  a rischio di degenerazione, come nel caso della filosofia transgender , è un dato di fatto con cui fare i conti. Un'occasione, dal nostro punto di vista, per ridefinire e rafforzare la coppia costituita  da un uomo e una donna, che vogliono   andare oltre uno sterile "narcisismo di genere".  Mario Scannapieco