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20/12/2015 - 08:41:56
APERTA A SORELLA LUNA LA PORTA SANTA DELLA MISERICORDIA E DELL'AMICIZIA

La Misericordia  è stata posta al centro anche  di un evento molto sentito e toccante vissuto il 19 dicembre  presso la Comunità Sorella Luna. In questo magico  ambiente, ispirato in ogni suo angolo al valore dell’accoglienza, la Compagnia degli Amici, nata dall'evoluzione dell'esperienza maturata all'interno de la Tenda durante 35  anni di attività  e di attenzione alle persone, ha voluto  proporre un ulteriore  significativo  passaggio “processionale”.


Ma cos’è la misericordia? Come si può definire questo misterioso  moto dell’animo, solitamente associato a sentimenti di  pietà, compassione,  soccorso? In verità, in nessun testo scientifico di psicologia possiamo trovare una risposta soddisfacente e una  definizione esauriente di questo pur spesso nominato moto dell’animo.

Sarà perché la misericordia non è un sentimento  semplicemente umano, o anche solo perché non è semplicemente  spontaneo, e sembra  richiedere qualcosa  in più,   fatto sta che per riconoscere la misericordia, non si può  rimanere sul piano dei sentimenti codificati. In effetti la misericordia è una disposizione verso l’altro che risiede nell’animo di Dio e che lo stesso Dio rivolge agli uomini. Dio Padre, infatti,  invita gli uomini, attraverso l’esempio  di Gesù, ad avvicinarsi  ai deboli, ai peccatori, agli emarginati,  e lo fa creando non poco stupore e magari “scandalo” verso i benpensanti del suo tempo.

La Misericordia viene indicata infatti  agli uomini come un esempio cui ispirarsi, di superamento  degli schemi ordinari di  vita e di relazione.  E la Misericordia  è stata posta al centro anche  di un evento molto   significativo vissuto il 19 dicembre  presso la Comunità Sorella Luna.

In questo magico  ambiente, ispirato in ogni suo angolo al valore dell’accoglienza, la Compagnia degli Amici, nata proprio a Sorella  Luna, dall'evoluzione dell'esperienza maturata all'interno della Tenda durante 35  anni di attività  e di attenzione alle persone, ha voluto  proporre un ulteriore  significativo  passaggio “processionale”.

Sorella Luna ha indicato infatti la Misericordia come occasione  di apertura al dono gratuito e libero dell'amico, arricchendo, o meglio integrando il suo alto valore spirituale  con la concretezza di un’esperienza, dove non ci sono beneficiari e beneficati, non ci sono salvatori e miracolati, ma persone che provano ad esssere amici.

Persone che hanno deciso di incontrarsi per scoprire la loro natura profonda, umana e spirituale, ma anche le loro intime miserie, in un rapporto di reciproco aiuto per scoprire, insieme, il valore della Misericordia divina.

Così, immigrati da terre lontane, uomini e donne dalle  vite sofferte, persone sbandate, smarrite,   che non ce la fanno più neanche a scappare,  famiglie alla ricerca di una perduta unità, operatori sociali che vogliono testimoniare la loro scelta di comunità,  persone semplici si son incontrati tra di loro,  con un vescovo capace di aprire concretamente   la sua diocesi al messaggio giubilare  e con un prete da sempre in cammino per proporre, senza sosta, esperienze capaci  di promuovere persone e gruppi verso orizzonti sempre nuovi e  sempre aperti al cambiamento e all’incontro con l’altro. In tale contesto, il Vescovo di Santa Rufina,Sua Ecc.za Monsignor Reali, durante la cerimonia di apertura dell Porta Santa,  ha citato come illuminante esempio di Misericordia la parabola dell’adultera condannata alla lapidazione.

Nel  brano evangelico, ( Giovanni 7,53-8,11) Gesù interviene, come è noto,  per evitare che una donna, peccatrice,  adultera,  venisse lapidata,  così come consentito dalle rigide regole morali del tempo.

In tale circostanza, Gesù  ammonisce gli improvvisati giustizieri dallo scagliare pietre (e giudizi) contro la donna ma in fondo contro chicchessia. Ed    esorta tutti a  farsi   un adeguato  esame di coscienza, prima di ergersi a giudice di qualcun altro.

Ma soprattutto,  in questo brano evangelico, Gesù propone, testimoniandolo, l’esempio di chi   sa “farsi carico della miseria”.

Propone cioè un atteggiamento, una scelta di vita, basato  sull’incontro con l’altro,  e non solo sulla     compassione ma  sul “farsi carico della miseria altrui”,  indicando in questa direzione la  vera dimensione   della misericordia. Che  è per l’appunto un farsi carico, un accogliere l’altro,  aiutandolo si a riconoscere l’errore commesso (“va e non peccare più”)  ma per accorciare le distanze  e camminare, insieme verso  nuovi orizzonti umani e spirituali, condivisi.

Alla luce di queste stimolanti riflessioni diventa ancor più chiara l’indicazione di d. Nicola contenuta nel suo invito a partecipare alla VII festa dell’Amicizia associata alla cerimonia di apertura della Porta Santa . ”E' un invito, per nulla vincolante”, recita la convocazione ”ad esserlo e diventarlo  con Lui, con noi e tra noi. E' la preghiera di Gesù con noi perché diventi preghiera tra di noi. E' il nostro "cosi sia" per ciascuno:

“Sii Amore e basta, l'amore crescerà e vincerà la paura.

Sii Amicizia e basta, ora e con quello che hai, e l'amicizia stessa lo farà di più e per sempre.

Sii Misericordia e basta, e la Misericordia sarà il dono dell' Amico donerà  tanti altri amici”.

Così come risulta più chiaro il riferimento all’amico Michele, contenuto nello stesso invito.

“Con l'amico Michele Filomena si diede forma e forza, insieme a tanti altri amici,  a questa  esperienza ove

"Ho chiesto con umiltà misericordia

... e mi ho avvolto la tenerezza del Padre.

Ho imparato ad amare Cristo ea servirlo nei più deboli, ...

ritenendomi l'ultimo di loro. ( dal  Testamento spirituale di Michele Filomena)"

Insomma una vera festa ma anche un’esperienza di rafforzamento e di “superamento” verso una sempre maggiore integrazione di amicizia, amore, misericordia.