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04/07/2014 - 17:16:41
caosinforma 75 La sfida del disagio

La sfida del disagio è il tema che caratterizza il numero 75 di caosinforma. e riguarda tanto il tema del disagio conclamato, da curare, quanto quello sommerso, da prevenire. Di fatti la sfida al disagio, per essere efficace, deve anche riguardare le cause che lo determinano  e quindi anche una realtà storico-sociale stanca,  ripiegata su se stessa, povera di proposte condivise, debole nell'individuare prospettive di impegno....



"L'età media dei consumatori, l'età di prima assunzione, il tipo di droga, le nuove forme di dipendenza, le strategie di contrasto a livello istituzionale sono solo alcuni degli aspetti che hanno fatto registrare altrettanti cambiamenti.
E, del resto, il nostro Centro, è alle prese con un profondo mutamento del suo modo di operare  in funzione della sfida lanciata da nuove forme di dipendenza.

Ma la sfida, per essere efficace, deve anche riguardare le cause che determinano il disagio e quindi anche una realtà storico-sociale stanca e ripiegata su se stessa, povera di proposte condivise, debole nell'individuare prospettive di impegno.

È l'altra faccia di una società incapace di favorire esperienze di integrazione attiva, di garantire qualità della vita e di partecipazione a processi esistenziali significativi.  Non a caso, le prospettive di una migliore qualità della vita sono oggi affidate quasi esclusivamente al raggiungimento del "pareggio di bilancio",  all'adeguamento al "fiscal compact", al "rigoroso rispetto del trattato di Maastricht", ovvero, ma è la stessa cosa, alla loro radicale contestazione.

La sfida non può essere ignorata ma deve essere raccolta riconoscendo che essa non è di natura esclusivamente economica sebbene (o forse proprio perché) maturato in una società sottoposta alle ragioni del profitto. É pertanto proprio il caso riscoprire le motivazioni che caratterizzano sin dalle origini il nostro Centro per trasformare il disagio in risorsa personale e sociale, e continuare a credere nella persona, nella sua capacità di riscatto personale e sociale e perché no, anche economico.L'occasione per rilanciare una riflessione su questo tema ce la offre la giornata mondiale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti chesi celebra, come ogni anno, il 26 giugno Più che salutare questa giornata come un rituale appuntamento per riflettere sull'evoluzione di un fenomeno sempre drammatico e magari limitarci a denunciare la carenza di servizi adeguati, la diffusione delle droghe sempre più strisciante nonché le correlate innegabili carenze dei servizi, vogliamo provare a fornire qualche nuovo spunto di riflessione, relativamente al profilo dei giovani (e dei meno giovani) che si rivolgono al nostro Centro, e quindi allo stato dell'arte dei nostri servizi. Partiamo, per questo, dai primi dati forniti dal nostro osservatorio privilegiato, vale a dire il nostro servizio di Orientamento, riservandoci una riflessione più ampia e approfondita nel prossimo numero di caosinforma, quando saremo in possesso dei dati complessivi. Per adesso possiamo dire che i primi numeri che si rilevano dal resoconto annuale relativo all'affluenza presso il nostro Centro rendono ancora più fortela necessità di dar vita a iniziative capaci di intercettare e rispondere efficacemente a nuove forme di disagio. Ma abbiamo anche detto che la sfida non riguarda solo il disagio conclamato ma anche quello sommerso e mimetizzato di tanti giovani che risentono di un vuoto esistenziale e dell'assenza di una proposta che li faccia sentire protagonisti.  

Anche in questo caso, vogliamo raccogliere la sfida e documentare quanto avvenuto con la realizzazione dell'evento UNO SPOT PER, la cui serata finale si è realizzata il 30 maggio scorsa.
In tale cornice il tema dell'integrazione (oggetto di questa IV edizione del concorso), ha fornito lo spunto per stimolare i giovani a produrre uno sforzo creativo non banale né scontato. E li ha spinti ad interrogarsi in modo e originale costruendo una concreta esperienza di integrazione, per la ideazione e la realizzazione di brevi audiovisivi.
I circa 400 giovani (e meno giovani) che occupavano tutti gli spazi disponibili del teatro che ha ospitato la manifestazione, condotta dall'equipe del progetto Giovani, ne hanno decretato il successo, con la loro partecipazione attiva.
Ma come si spiega il successo, sperato ma niente affatto scontato, di questa kermesse, che ha chiamato i giovani ad impegnarsi, ad acquisire competenze anche professionali, a sviluppare idee e a investire su di esse? E, per di più, in un periodo in cui gli
stessi giovani sembrano accomunati dal disinteresse sociale, dall'inseguire mode e modelli consumistici o tutt'al più da un generico, spesso inconcludente, atteggiamento protestatario?
La risposta sta forse proprio in quel "per" che fa da suffisso al titolo della manifestazione.
È da qualche tempo, infatti, che autorevoli osservatori, ma in verità anche le nostre indagini territoriali, evidenziano come i veri bisogni che caratterizzano
le nuove generazioni non sono non solo materiali, quanto invece di senso e di significato, di partecipazione attiva ai processi esistenziali significativi. E forse è proprio in quel "per", che si indica ai giovani un orientamento e una ragione per promuoversi e sentirsi responsabili socialmente.
Don Nicola Bari, nel breve discorso introduttivo ha citato il tema della bellezza come correlato a quello dell'integrazione, facendo riferimento all'esempio della mano che esprime proprio nelle sue infinite, comunque armoniose, funzioni, un modello di bella, perfetta integrazione.
È un esempio che può aiutarci a comprendere anche meglio le ragioni del successo di UNO SPOT PER.
In fondo, l'iniziativa di comunicazione sociale risponde al bisogno dei giovani di impegnarsi per l'altro o comunque per una causa sociale, in cui possano esprimere le proprie individuali specifiche differenze riconoscendosi in una proposta condivisa. Nella bellezza, insomma, dello stare insieme, "per" andare oltre se stessi".

Mario Scannapiecco